"Un album che rapisce subito e porta via lontano fin giù al Rio de la Plata. Suonato splendidamente, commuove sin dalle prime note e porta la poesia del tango fin dentro casa. Il bandoneòn è la tradizione mentre l'Hammond di Virginio Aiello è il nuovo che avanza. Un disco che è tra le più belle sorprese di questo 2015"

Musica Jazz - Pike Borsa

“C’è un aspetto nel disco El Barrio, che merita in senso assolutamente positivo una trattazione tutta a se: la scelta dell'organo hammond. La bravura di Virginio Aiello consente allo strumento di non far mai sentire la mancanza di un contrabbasso nel gruppo, di essere uno splendido protagonista nei soli, ma anche di essere un vivace strumento ritmico negli accompagnamenti così come un tappeto dalle sonorità affascinanti su cui poggiano le sezioni lente e melodiche."

Suonare News - Paolo Picchio

“Sertango è un ensemble calabrese affascinato dal tango e in particolare, dalla sua commistione con il jazz, come rivela la composizione del gruppo: bandoneon e fisarmonica, chitarra, batteria, pianoforte e organo Hammond; è forse quest'ultimo a caratterizzare maggiormente la proposta musicale, occupando occasionalmente anche le frequenze gravi, vista la mancanza di un contrabbassista o di un bassista elettrico. El Barrio, un disco consigliabile senza riserve agli appassionati del genere."

Discoclub65 - Fausto Meirana

“Fra tango e jazz esce El Barrio dei Sertango. I Sertango si ispirano a Astor Piazzolla e Richard Galliano veri e propri traghettatori del tango popolare verso il jazz. Infatti fin dalle prime note del disco si evidenzia questa componente jazzistica dove trova spazio anche l'improvvisazione ma senza mai stravolgere il senso dei brani proposti rispettandone appieno la scrittura e la struttura compositiva. Un disco di musiche tra il colto e il popolare ma piacevole da ascoltare grazie alla bravura dei Sertango che sono riusciti a rendere questa fusione tra tango e jazz alla portata di tutti, anche degli orecchi meno esperti."

Blog della musica - Silvia Spadon

"Traghettare il tango verso il jazz, farsi ponte tra musica colta e popolare: un'esperienza fatta propria da artisti come Astor Piazzolla e Richard Galliano. Sono questi i riferimenti dell'ensemble Sertango che ha da poco licenziato l'album di esordio "El Barrio", in uno stile cameristico che si colloca nell'alveo della tradizione classica europea. I Sertango alternano composizioni proprie e riletture tanguere di alta classe, aggiungendo altro alla cifra squisitamente portena: in un impasto sonoro c'è un suono "alfa" e un suono "delta". Qui, se il suono "alfa" è dato dal bandoneon che connota e disegna un mondo di nostalgie sudamericane, suggestioni di bassifondi, lontananze e languori sensuali, il lato "delta" è assicurato dal suono sorprendente dell' Organo Hammond di Virginio Aiello, utilizzato felicemente fuori contesto."

Il Quotidiano - Gianluca Veltri

"El Barrio, un elogio per il sud. Il lavoro rievoca atmosfere nostalgiche e calde di paesi lontani, scene da film di Almodovar e Ozpetek, un susseguirsi di emozioni forti e inebrianti. Le reinterpretazioni di Piazzolla e i brani originali, incalzanti e progressivi, esprimono dolore e sofferenza, che in modo catartico liberano energia, struggente malinconia che accarezza l' anima."

La Provincia - Fiorella Tarantino

"L' ascolto di questo disco rivela un' esperienza di tale intensità da rievocare le vecchie correnti musicali della Guardia Nueva, sapientemente miscelati alla cultura jazz. Un' esplosione di sensualità e passione e al contempo originalità e cultura musicale. Una musica inconfondibile, uno stile autentico che denota personalità e una raffinatezza che lascia il segno. Ha grazia modernità ed è eterna. Ѐ musica. "

Il Quotidiano - Roberto Galasso

"Il quartetto Sertango presenta un disco d'esordio di otto brani, tra originali e rivisitazioni, che esplorano il territorio di confine tra jazz e tango. Il progetto prende spunto dalla figura di Astor Piazzolla, del quale sono rilette tre celebri pagine, come Libertango, e piega le forme espressive verso una propria originalità in particolar modo grazie all'utilizzo dell'organo Hammond."

Strategie Oblique - Roberto Paviglianiti

"Elegante e sensuale come nella natura stessa della musica prescelta, il nuovo progetto di Virginio Aiello aggiunge una nuova, vivida pagina alla già imponente letteratura sul tango, in particolare ai capitoli dedicati ai rapporti col jazz contemporaneo. Sertango è animato da una profonda comprensione dell'anima obliqua e seducente della musica. Superando la necessaria ammirazione per i maestri (palpabile nell'approccio a tre brani di Piazzolla e al classico Por una cabeza di Gardel), il quartetto arricchisce il repertorio di nuovi spunti e idee, dalla struttura e dalle soluzioni timbriche e melodiche ben architettate. I quattro musicisti riescono a tracciare e scandire ideali linee di danza, di incontro e di abbandono e inducono l'ascoltatore a unirsi ai passionali abitanti notturni del loro Barrio."

La Stampa - Edoardo Fassio

“Per suonare il tango non basta leggere una partitura. Occorre imprimere il suono di quella malinconia argentina cosÏ diversa dalla saudade brasiliana. E neanche basterebbe se non fosse presente quel respiro tanghero che ne rappresenta un elemento quasi biologico di sensuale vitalità e nello stesso tempo di senso virtuale di ritmo intriso di nostalgia del presente che ti parla di passato. Da Piazzolla a seguire il tango ha riscoperto di essere una forma frequentabile dal jazz e dai jazzisti. In effetti, assieme alla componente autoctona (indios, musica popolare) ed a quella euromelodica latina c’è un elemento africano (che parte dalla lontana habanera) che incide anche sulla frammentazione particellare della cadenza binaria (come nella milonga). Il quartetto dei Sertango, nell'album parla quell'idioma, ne riprende l'afflato emotivo, addirittura ne sceneggia, nel brano che dà il titolo al disco, sequenze e ne fotografa luoghi della memoria. I musicisti, di estrazione classica, e di propensione jazz, interpretano i classici, ma presentano anche inediti, come Fugato, movimenti bachiani e improvvisazioni a spirale, o l'introspettiva e toccante Goon e la passionale Zarathustra con arrangiamenti elaborati in cui gli strumenti dialogano in maniera lieve ed intensa attraverso sonorità oniriche ed originali. Poi è la volta di Por una Cabeza, Oblivion e, naturalmente, Libertango che Piazzolla, nella sua rivoluzione tanghera, ha trasformato in inni di struggimento dalla terra dei "nostri" Piazzolla, Pugliese, e di Cadicamo, origini arbereshe, che diede testo poetico alla musica di Gardel."

Strumenti e Musica - Amedeo Furfaro

“L'impegno certosino che emerge da questo lavoro a partire dalla cura degli arrangiamenti, la cui particolarità in quelle improvvise idee moderne che ben si inseriscono in un genere tradizionale senza però che esse prendano il sopravvento ma al contrario facendole diventare naturali e parte del contesto. Una visione della musica ampia e completa attraverso un' amalgama ,un insieme, una fusione di stili musicali e soprattutto di stile personale individuale. Completa sintonia tra i musicisti in cui ogni intervento è sapientemente inserito in un contesto dal sapore latino dove c’è ogni elemento che lo caratterizza come tale. Splendide le armonie ricreate intervallate da sprazzi di natura non solo jazzistica. Calde e avvolgenti le interpretazioni dei brani di Piazzola ma altrettanto le composizioni originali in perfetto stile."

Il Garantista - Alessia Principe

“C'è l'idea della danza da contemplare, da godersi con le orecchie, più che da ballare. L'album d'esordio dei Sertango, "El Barrio" edito da Map Classics di Milano, è un disco che parte dal tango per traghettare l'ascoltatore verso il jazz. Un viaggio sonoro rilassato, caldo, avvolgente, che lascia un po' ammaliati alla fine. E fa venire voglia di riascoltarlo. Nel disco c'è il tango, il jazz, ma anche tanta musica colta a partire da Bach e dall'amore per i fugati che i musicisti del quartetto mostrano nei loro improvvisi inseguimenti ritmico/melodici. Il risultato è una sorta di tango elaborato che pur strizzando l'occhio ai seducenti linguaggi della musica sud-americana, lascia confluire elementi legati alla tradizione colta e alle componenti jazzistiche con spazio anche per l’improvvisazione. Tutto questo senza mai stravolgere il senso dei brani proposti e rispettandone appieno la scrittura e la struttura compositiva."

Gazzetta del Sud - Donatella Chiodo

"Ciò che colpisce dal primo ascolto di questo disco è l'uso dell'Hammond suonato da Virginio Aiello. Un suono legato al jazz e al rock si mette al servizio del tango come forma musicale dialogando con uno strumento che invece al tango è legatissimo, il bandoneon. Così una sonorità elettrica entra in un mondo caratterizzato da quelle acustiche che accompagnano la danza, ma che in questo caso vivono di luce propria. Ottimi tutti gli esecutori e interessante la combinazione strumentale."

Il Popolo del Blues - Michele Manzotti

“Rivisitare il tango, i suoi maestri, i suoi brani più celebri con una formazione resa particolare dalla presenza dell'organo Hammond suonato splendidamente da Virginio Aiello e una chitarra dalle chiare influenze mediterranee. Sertango lancia un ponte tra i diversi contesti, alla ricerca di una possibilità differente per raccontare una musica - il tango, appunto - lasciando accostare le reminiscenze legate ad altri mondi sonori.Una visione rispettosa, sia chiaro, e aderente all'originale. Anche, ad esempio, nelle composizioni proposte da Aiello e Biscardi dove è facile individuare la scansione ritmica del tango: in generale, in tutto il disco non vengono mai meno i principi ispiratori. L'Hammond, però, porta con sé tantissimi riflessi, associati al jazz di Jimmy Smith, al prog britannico o ad altri contesti ancora."

Jazz Convention - Adam D' Amato

“Anche un brano strafamoso e addirittura un po' abusato come Libertango di Astor Piazzolla rinasce a nuova vita nella luminosa versione che troviamo in questo album d'esordio dei Sertango che già dal titolo e dal nome del gruppo che lo esegue rivela le direttive in cui si muove la musica che propone. Una rilettura di brani altrui e di composizioni proprie (Goon, Zarathustra, Fugato, El Barrio) che reggono il passo e si confondono mirabilmente con gli astri più conosciuti dell'universo tangueiro. (sempre Piazzolla nel magnifico Preludio para la cruz del sur. Seduzioni cariche di dolcezza traboccano da questi brani lenti e leggeri, velati dalla luce soft di un tango antico e moderno al tempo stesso che flirta con spunti jazz o folk quasi infinitesimali che arricchiscono non poco il sound dei Sertango."

Distorsioni - Maurizio Pupi Bracali

“Le composizioni originali, che spesso presentano diversi quadri, come in un susseguirsi di scene, sono davvero interessanti. Belli i temi, ma soprattutto le orchestrazioni: assolutamente lodevole la saggezza con cui si muovono tre strumenti (chitarra, fisarmonica ed organo) che potrebbero prendersi a cazzotti in qualsiasi momento. Tutti i musicisti sono supportati da grande competenza in ogni senso, si sente lo spessore di ascolti e studi classici, jazz e qualche strizzata d'occhio al rock e questo gioca certamente a favore di un buon risultato finale."

Free Fall Jazz - Carlo Cimino